Si può abbandonare per una volta la traccia della controinformazione per salutare un grande attore. Tony Curtis lo era, grandissimo attore brillante ma anche drammatico, anche se riuscì a procurarsi meno occasioni di dimostrarlo rispetto ad altri, ad esempio il suo sodale Jack Lemmon. Con quest'ultimo è scolpito nei ricordi di tutti per il film che è il capolavoro assoluto della commedia brillante americana, quell'A qualcuno piace caldo che è imprescindibile per chiunque asserisca di amare il cinema: pare addirittura che Tony adesso raggiunga gli altri tre protagonisti di quella pellicola (oltre al citato Lemmon, Marilyn Monroe e il regista Billy Wilder) nel luogo di sepoltura.
A me piace ricordarlo, però, anche in altri due film esilaranti, anche se meno universalmente consacrati dalla critica: La grande corsa sempre con Lemmon, e con Peter Falk e Natalie Wood, praticamente un fumetto tanto che diede origine a una serie fortunatissima di cartoni animati, proprio come sempre con Blake Edwards regista La pantera rosa, e Boeing Boeing, in coppia con l'immenso Jerry Lewis.
Molti a questo punto chiuderebbero sulle note della strepitosa sigla di Attenti a quei due, ma secondo me il saluto più appropriato è uno spezzone di un film con Totò e Macario (Il monaco di Monza): occhio anzi orecchio attorno al secondo 15 dello spezzone. Nessuna preghiera sarebbe più adatta.

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