QUEL CHE E' STATO E' STATO

Spiace davvero ogni volta dover ripetere le stesse cose, specie quando la gravità di certe tragedie ti fa venire una specie di pudore intimo. Ma poi ci pensi e ti dici che invece è giusto, è sacrosanto ogni volta, sperando che sia l'ultima, urlare che LE PRIVATIZZAZIONI NEL CAMPO DEI SERVIZI PER LORO NATURA PUBBLICI SONO SOLO FONTI DI SCIAGURE.
Si, lo so: non è un'idea di moda. Impera, invece, da un ventennio l'idea opposta: che quando un servizio pubblico presenta delle inefficienze, anzichè intervenire con strumenti legislativi disciplinari organizzativi economici appositi per riformarlo, lo si privatizza perchè si sa che la concorrenza sistema tutto. Un cavolo! La concorrenza sistema qualcosa, non tutto in ogni caso, solo dove per natura si può svolgere, e solo se, in questi limitati casi, la privatizzazione è inquadrata in un reticolo legislativo adatto a favorire parità di condizioni tra i concorrenti. Ad esempio, nei telefoni, se si fosse tenuta la proprietà pubblica della rete (invece regalata alla SIP quando diventò Telecom, e dal centrosinistra), e si fosse messo in piedi un antitrust serio, avremmo avuto tariffe basse e servizi ottimi. Così non è stato, ma pazienza: telefonare è importantissimo ma non sempre vitale.
Con le ferrovie abbiamo avuto parimenti la svendita a soggetti privati di un inestimabile patrimonio costruito col sangue dei nostri avi, linee stazioni edifici vari e territori annessi e connessi, ma anche con la proprietà pubblica della rete non si sarebbe risolto il problema: nessuna concorrenza è praticamente possibile sia per la natura del nostro territorio (per una compagnia svizzera è impossibile pensare di competere con Trenitalia sulla tratta jonica, ad esempio), sia per l'inconciliabilità dei fattori sicurezza e capillarità. Infatti, quel poco di concorrenza che è arrivata è stato nel nord, in settori come quello merci protagonista del disastro di ieri a Viareggio (un asse del carro spezzato! ma si può?...), e su tratte che si pagano da se come le frequentatissime rotte intermetropolitane (peraltro annaffiate da quel travaso senza fondo di risorse pubbliche, cioè di soldi nostri, che è l'inutile alta velocità), lasciando sempre più senza servizio molte rotte secondarie, e sulle altre - comprese quelle frequentatissime dai pendolari - lasciando girare materiale osceno per tutti gli aspetti, non ultima la sicurezza.
Chi non ci crede, si faccia un giro in treno, oppure guardi qui e qui le foto dei viaggiatori raccolte da Repubblica per un prossimo dossier, o ancora si studi un po' di storia più o meno recente in questo pezzo di Brioschi del 99, o in questo bel lavoro della Manente (richiede iscrizione ma è gratis), o ancora in questo articolo del 2007 di Antonella Randazzo.
Vediamo quanti altri disagi e morti occorrono prima che torni a farsi strada l'idea di ricreare le FFSS, un servizio pubblico che costituisca una sorta di sistema circolatorio del Paese, necessariamente capillare, coi profitti delle tratte frequentate a coprire le perdite delle altre, e il resto a carico della fiscalità generale. I fannulloni e i ladri ci sono già le leggi a punirli, basta che vengano applicate: le privatizzazioni non servono se non al lucro di pochi a danno della qualità della vita, e spesso della vita stessa, di tutti.

1 commento:

Giufà ha detto...

Su Facebook ho (telepaticamente) scritto a proposito del disastro di Viareggio alle 15.16 del 30 giugno:
Che i liberisti di caso nostra osservino in tali tragiche evenienze che il profitto ad ogni costo si nutre di vite umane. Quando le FFSS erano un'azienda di Stato i controlli sulla scurezza erano feroci; oggi con lo spezzatino dei trasporti su rotaia tra varie SpA la sicurezza è diventato un optional ed i macchinisti vengono sfruttati ben oltre l'orario, così non si fanno nuove assunzioni, e in tal modo si risparmia. Indegni e malfattori ! che i servizi pubblici invece ritornino nella esclusiva disponibilità dello Stato!
ed ancora:
Chiarisco il mio pensiero. D'accordo che FS e Alitalia erano carrozzoni/serbatoi di consenso elettorale, ma le regole del risparmio a tutti i costi appartengono ad altre logiche (privato) che sono al di fuori del servizio pubblico che bene può essere reso anche in perdita. Le forze politiche al governo (lega in testa) tendono invece alla distruzione del sistema pubblico, non al suo miglioramento. Ecco perchè la sicurezza non può essere lasciata senza alcun controllo nella disponibilità dell'impresa privata. Ed ecco perchè le case fatte con la sabbia a L'Aquila sono crollate, così come oggi è precipitato un Airbus yemenita , esempi lampanti che dimostrano come il sistema pubblico nell'interesse collettivo deve funzionare meglio e non deve essere eliminato semplicemente perché non è efficiente o perchè costa. Per le cause del disastro di Viareggio siamo certi che siano state rispettate tutte le regole di sicurezza dei trasporti?
ed infine a chi parlava di tragica fatalità:
La gestione dei rischi di disastro appartiene al novero delle specifiche competenze aziendali che pure vengono profumatamente pagate. Nei documenti sulla sicurezza dei trasporti di materiale altamente infiammabile,e quindi ad elevato rischio di esplosione, il caso accennato rientra eccome, perch... Visualizza altroé, come tu stesso affermi, siccome è impossibile impedire il cedimento strutturale di elementi metallici , comunque deve essere prevista tale evenienza e di conseguenza vanno predisposte tutte le precauzioni necessarie, costi quel che costi. Il discorso sul carrello straniero non regge: gli standard di sicurezza in Italia ed in Europa sono i medesimi e ci devono essere i controlli pubblici. La risposta ai fatti sarà data dalla magistratura, sempre che ci saranno le risorse per svolgere gli accertamenti tecnici.

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